Luglio 2026
Icone per contenuti AI: la UE pubblica le etichette ufficiali
Bandi
Icone per contenuti AI: la UE pubblica le etichette ufficiali
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La Commissione europea ha pubblicato le icone per contenuti AI: un set di etichette ufficiali, gratuite e pronte all’uso, per segnalare in modo chiaro quando un contenuto è stato generato o modificato con l’intelligenza artificiale. Non è solo una questione grafica: dal 2 agosto 2026 gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50 dell’AI Act diventano vincolanti e riguardano da vicino chiunque crei e pubblichi contenuti online. Vediamo cosa sono queste icone, quando vanno usate e cosa cambia per la tua azienda.
Cosa sono le icone per contenuti AI della UE
Le icone fanno parte del Code of Practice sulla trasparenza dei contenuti generati con l’intelligenza artificiale, il codice di buone pratiche collegato all’articolo 50 dell’AI Act. Sono tre simboli grafici, testati con utenti reali, scaricabili gratuitamente in formato SVG e PNG in quattro varianti cromatiche: nero, bianco e le rispettive versioni con trasparenza al 50%. Puoi usarle senza citare la Commissione europea o l’AI Office: nessuna attribuzione richiesta.
Le tre icone ufficiali: quando si usa ciascuna
| Icona | Quando si usa | Esempi d’uso |
|---|---|---|
![]() Icona di base | Quando l’AI è intervenuta nella creazione di un deepfake (immagine, audio, video) o di un testo pubblicato, oppure insieme a un’etichetta testuale personalizzata | Video con la dicitura “voci generate con” seguita dall’icona di base |
![]() Fully AI-Generated | Quando l’intero contenuto è generato dall’AI, senza elementi creati da una persona né controllo editoriale umano (a parte il prompting) | Video deepfake con politici in eventi mai accaduti; musica o arte interamente composte dall’AI; sintesi giornalistiche generate dall’AI |
![]() Partially AI-Modified | Quando un contenuto autentico preesistente viene parzialmente modificato con l’AI, trasformandolo in un deepfake o in un testo di interesse pubblico | Un volto sostituito con quello di un politico in una foto reale; la foto di un appartamento vuoto arredato virtualmente con l’AI |
Quando l’etichetta è obbligatoria (e quando no)
L’obbligo di trasparenza non riguarda tutto ciò che tocchi con l’AI. L’articolo 50 dell’AI Act copre due casi: i deepfake, cioè immagini, audio e video generati o manipolati che sembrano autentici, e i testi generati dall’AI pubblicati per informare su questioni di interesse pubblico, quando nessuna persona ne ha assunto la responsabilità editoriale.
Ci sono eccezioni importanti. Le opere chiaramente artistiche, creative o satiriche hanno obblighi ridotti. E soprattutto: se un testo generato con l’AI passa da una revisione umana e qualcuno se ne assume la responsabilità editoriale, l’obbligo di divulgazione non si applica. Tradotto: un articolo scritto con il supporto dell’AI ma rivisto, corretto e firmato da una persona non richiede etichetta.
Cosa cambia per aziende, creator e hotel
Se usi l’AI per il marketing, questo tema ti riguarda. Qualche esempio concreto: un hotel che pubblica la foto di una camera vuota “arredata” virtualmente con l’AI rientra nel caso Partially AI-Modified. Un video promozionale con un avatar AI realistico può rientrare tra i deepfake da segnalare. Le icone per contenuti AI sono facoltative, ma l’obbligo di trasparenza no: puoi rispettarlo anche con altre soluzioni, però il simbolo ufficiale UE è gratuito, riconoscibile e già testato sugli utenti. Usarlo è la strada più semplice.
Come usare le icone correttamente
Il codice di buone pratiche indica alcune regole chiare: l’etichetta deve essere visibile fin dal primo contatto con il contenuto, senza elementi grafici che la coprano, e va incorporata direttamente nel contenuto in modo che resti visibile anche quando viene ricondiviso o scaricato. Attenzione anche all’accessibilità: dimensione ben leggibile, linguaggio semplice senza sigle diverse da “AI” e, dove possibile, testo alternativo o etichette ARIA per le tecnologie assistive.
Vuoi capire se i contenuti che pubblichi rientrano negli obblighi dell’AI Act e come integrare le icone per contenuti AI nel tuo sito senza stress? Contattaci: ti aiutiamo a mettere in regola la tua comunicazione digitale e a trasformare la trasparenza in un vantaggio competitivo.
Domande frequenti sulle icone per contenuti AI
Le icone UE per i contenuti AI sono obbligatorie?
No, l’uso delle icone è facoltativo. Sono però vincolanti, dal 2 agosto 2026, gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50 dell’AI Act: puoi rispettarli anche con soluzioni diverse, ma la responsabilità resta tua.
Quali contenuti devono essere etichettati come generati dall’AI?
I deepfake (immagini, audio e video generati o manipolati che sembrano autentici) e i testi generati dall’AI pubblicati su questioni di interesse pubblico senza revisione umana né responsabilità editoriale.
Devo etichettare gli articoli del blog scritti con l’aiuto dell’AI?
No, se il testo passa da una revisione umana e una persona fisica o giuridica se ne assume la responsabilità editoriale. In quel caso l’obbligo di divulgazione non si applica.
Dove si scaricano le icone ufficiali UE per i contenuti AI?
Dal sito della Commissione europea (sezione Shaping Europe’s Digital Future), gratuitamente, in formato SVG e PNG e in quattro varianti cromatiche. Non serve alcuna attribuzione alla Commissione o all’AI Office.
Articolo scritto da Manuel Cuman, digital strategist e fondatore di Meetodo, web agency specializzata in web marketing e ottimizzazione AI per hotel e aziende.



