La frequenza di rimbalzo

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Perché è importante comprendere la frequenza di rimbalzo e come intervenire in caso di problemi.

Per frequenza di rimbalzo (o bounce rate) ci si riferisce alla percentuale di visitatori che abbandonano il sito web cioè rimbalzano, dopo aver visualizzato una sola pagina e senza aver effettuato alcuna interazione con essa.

In che modo si calcola la frequenza di rimbalzo?

Innanzitutto esistono due tipologie di Bounce Rate:

1 ) La frequenza di rimbalzo di una pagina web La frequenza di rimbalzo di un sito web

2 ) La frequenza di rimbalzo di un sito web

Nel primo caso, si analizzano solo i rimbalzi avvenuti in una pagina specifica, questo ci aiuta a scoprire, in alcuni casi, che una pagina ha molto rimbalzo magari per l’ottima indicizzazione, gli utenti vi accedono e trovano tutte le risposte alla loro necessità per poi lasciare il sito.

Nel secondo caso si ha la media di tutte le pagine, anche in questi casi la frequenza va valutata considerando l’argomento trattato dal sito, la profondità dei suoi contenuti e l’indicizzazione dello stesso.

Va comunque detto che una frequenza di rimbalzo alta va indagata con attenzione.

Vediamo alcuni casi in cui la frequenza di rimbalzo può risultare alta ed è necessario intervenire per sistemare il problema.

  • Problemi tecnici nel sito o nel tracciamento: codice Google Analytics installato non correttamente, doppio o in posizione sbagliata. Mancato caricamento del sito in alcuni browser e dispositivi.

  • Contenuti non all’altezza delle aspettative degli utenti: testi non aggiornati, scarso approfondimento dell’argomento, muri di testo con mancata formattazione, nessun contenuto alternativo al testo come immagini e video.

  • Utilizzo sbagliato dei tag title e description: a volte non viene fatto uno studio corretto dell’indicizzazione e si utilizzano informazioni non corrette nei tag Title e Description che vengono mostrati da Google nei suoi risultati. Questo potrebbe condurre nel sito utenti non interessati al contenuto che naturalmente rimbalzano.

  • Link in ingresso da siti non in target: se abbiamo un flusso importante di visitatori da siti esterni verifichiamo come si comportano una volta arrivati nel sito, a volte dei link in ingresso potrebbero condurre visitatori non in linea con il nostro servizio o prodotto. Utilizza Google Search Console per verificare i link in ingresso.

  • Errori 404 pagine non trovate: anche in questo caso utilizzando Search Console possiamo verificare le pagine in errore 404 nel sito ed intervenire utilizzando il Redirect 301 per riportare il visitatore in una pagina utile del sito.

  • Tempo di caricamento del sito: se le pagine del sito caricano lentamente il visitatore potrebbe rimbalzare, questo problema si verifica quando il server che ospita il sito è poco performante oppure lontano fisicamente da chi lo visita. Anche i contenuti troppo pesanti con immagini fuori misura possono provocare notevoli rallentamenti. Importante anche l’ottimizzazione della piattaforma che si utilizza per gestire il sito, molti utilizzano CMS datati o poco aggiornati.

  • Sito non ottimizzato per i dispositivi mobili: ancora oggi accade che qualche sito non sia mobile friendly, risolvere questo problema è fondamentale per rimanere nel mercato oggi. Google ha già dichiarato di indicizzare esclusivamente i contenuti mobile, il mercato utilizza i dispositivi mobili per visualizzare i siti. Adattare il proprio sito alla migliore esperienza mobile possibile è obbligatorio.

La frequenza di rimbalzo per cui non è solo un dato percentuale da leggere tra le statistiche ma è uno dei migliori parametri per analizzare velocemente la salute del sito e l’interesse che riscuote nei visitatori, inoltre può essere fonte di approfondimenti sul giusto target.

Buona ottimizzazione.

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Manuel cuman